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Vitruvio 5.9.1 e l'Odeo cosiddetto "di Pericle"

Autore Antonio Corso
Pubblicato in Quaderni Ticinesi, XLIII volume (2014)
Ticino Notebooks
Pagine 73-84 (12 pagine)
Numero
N#
L219343
 

Astratto

Analizzando un passo di Vitruvio nel quale l’architetto romano si esprime a proposito dell’Odeo ateniese cosiddetto di Pericle, il contributo offre una puntualizzazione allo studio del suddetto monumento tramite un’indagine incrociata del testo latino, del contesto archeologico e delle molte altre fonti antiche che vi si riferiscono. Vitruvio non solo propone una precisa localizzazione geografica dell’Odeo ma pure una corretta sequenza cronologica dei vari avvenimenti riguardanti la vita del monumento: la sua progettazione, attribuita a Temistocle, l’incendio che lo danneggiò nell’86 a.C. o la ricostruzione dello stesso da parte di Ariobarzane II di Cappadocia (65-52 a.C.). In quest’ultima condizione Vitruvio vide probabilmente di persona l’edificio in occasione di una sosta ad Atene nel 47 a.C. L’autore corrobora infine l’interpretazione del testo vitruviano con una sintesi dei caratteri principali dell’Odeo; basandosi su una notevole moltitudine di autori antichi ne discute la struttura, la realizzazione, la funzione e l’importanza storica di monumento commemorativo della vittoria dei Greci sui Persiani.

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