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Per una ricostruzione della topografia di Atene arcaica. Riflessioni in margine a Tucidide II 15 e Pausania I 3-20

Autore Annarita Doronzio
Pubblicato in Quaderni Ticinesi, XLI volume (2012)
Ticino Notebooks
Pagine 11-44 (34 pagine)
Numero
N#
L219375
 

Astratto

Apre il Quaderno un contributo di Annarita Doronzio di tipo topografico e rivolto alla soluzione di uno dei problemi-chiave dell’Atene di VI sec. e cioè la localizzazione dell’agorà arcaica. Si tratta della seconda parte di uno studio iniziato dall’autrice sui Quaderni dell’anno scorso. Secondo l’opinione di alcuni studiosi le agorà di Atene erano due. La prima, arcaica e non ancora trovata, viene ricostruita in via ipotetica ad est dell’acropoli; la seconda, di età classica, è quella che conosciamo tutt’oggi dagli scavi americani a nord-ovest dell’Acropoli. Già la prima parte del contributo della Doronzio aveva eidenziato l’inconsistenza delle prove archeologiche e letterarie che sostenevano l’ipotesi di due piazze distinte. In effetti, le conseguenze topografiche sarebbero inammissibili: costringerebbero a spostare o reinterpretare diversi edifici ben conosciuti di Atene e ad arrischiare congetture fantasiose come un più antico accesso monumentale all’Acropoli diverso da quello ben noto con i Propilei. Rimanevano comunque alcuni dubbi, dettati – si pensava – da due passi in merito di fonti autorevoli, e cioè Tucidide (quasi contemporaneo ai fatti) e Pausania, il Periegeta che ha dedicato un libro intero alla descrizione di Atene e dell’Attica. L’autrice passa quindi in rassegna critica ogni dettaglio dei due passi in questione e giunge, nel labirinto filologico e archeologico ad essi connesso, a conclusioni ormai inequivocabili. Tucidide, parlando della riunificazione dell’Attica da parte del mitico Teseo in un’età eroica di riminiscenza micenea, afferma soltanto che la città era in origine composta dall’Acropoli e dalla parte rivolta a sud. In realtà non menziona per nulla una piazza arcaica precedente a quella conosciuta in età classica. Anche il passo di Pausania, che descrive la sua visita nell’agorà di Atene chiamandola una volta Ceramico e una volta agorà , non lascia spazio a dubbi. I due termini sono sinonimi e i monumenti descritti dal Periegeta sono stati tutti identificati archeologicamente dagli scavi americani nell’agorà classica! Se appare dunque vano cercare l’ubicazione precisa di strutture architettoniche in base a fonti scritte o a qualche frammento di muro, è pur vero che l’unica agorà scavata e conosciuta – quella cioè del Ceramico – fornisce tutti i dati rilevanti anche prima delle guerre persiane: c’è l’elemento agonistico legato ai culti eroici e in particolare alla festa delle Panatenee la cui processione sacra partiva dalla piazza e saliva all’Acropoli, e c’è anche il temenos di Dioniso Lenaios legato alla nascita delle manifestazioni teatrali. Che la piazza, unica e sola, si sia formata gradualmente nel Ceramico già in età arcaica è infine testimoniato dal fatto che le sepolture cessano in questa zona già a partire dall’VIII sec. a.C.

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