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Oxylos und die dritte Generation der Herakliden

Autore Erika Simon
Pubblicato in Quaderni Ticinesi, XL volume (2011)
Ticino Notebooks
Pagine 161-178 (18 pagine)
Numero
N#
L219394
 

Astratto

Il contributo è dedicato ad un cratere attico di fine V sec. in collezione privata e attribuito al Pittore di Nicia. Come di consueto, l’analisi della Simon valorizza ogni dettaglio iconografico e, attraverso la sapiente interpretazione delle fonti scritte, giunge a risultati sorprendenti. La scena dipinta è naturalmente d’eccezione. I tre giovani guerrieri, attivi davanti ad una colonna sormontata da un’Atena e con di fronte un idria, sarebbero nientemeno che gli Eraclidi nell’atto del tiraggio a sorte per il dominio del Peloponneso. Il personaggio barbuto col lungo bastone arbitrale è identificato con Oxilo, l’eroe etolo che l’oracolo di Delfi indicò agli Eraclidi come giudice. Il sorteggio avvenne col getto di pietre o dadi nell’idria di fronte alla colonna e fu in un certo senso truccato dall’astuto Cresfonte, qui il guerriero più in risalto a sinistra, al quale toccò la desiderata Messenia, mentre Temenos ricevette Argo e Aristodemo la città di Sparta. La scena, dipinta su un vaso attico durante la guerra del Peloponneso tra Sparta e Atene, tradisce un chiaro atteggiamento filoattico: i Messeni – qui preferiti per l’atteggiamento di Cresfonte – erano in guerra alleati di Atene, la quale aveva offerto loro il dominio di Naupatto, luogo dove avvenne il mitico sorteggio. L’uso politico che Atene fa di questo mito di fondazione è ripreso anche più tardi in età romana, come attesta una serie di gemme realizzate nel periodo della guerra civile: qui, la divisione del Peloponneso è usata come esempio mitico per la speranza di pacifica divisione o distribuzione delle terre ai legionari.

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