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Origini e prima diffusione del denaro crociato veronese (secc. XII-XIII)

Autore Federico Pigozzo
Pubblicato in Quaderni Ticinesi, XXXVIII volume (2009)
Ticino Notebooks
Pagine 311-311 (1 pagina)
Numero
N#
L219543
 

Astratto

Restiamo nei secoli 12. e 13. anche con il contributo di Federico Pigozzo, dedicato ad una delle maggiori zecche italiane del periodo, quella di Verona, che assunse un ruolo di primo piano nella circolazione monetaria dell’area nord-adriatica con significative penetrazioni in area germanica. Di particolare interesse è il cosiddetto denaro crociato, una moneta nuova caratterizzata su entrambi i lati da croci con bracci lunghi intersecanti la legenda. Il ritrovamento di due di queste monete nella tomba di papa Lucio III, che morì a Verona nel 1185, offre il termine ante quem per l’inizio dell’emissione. L’autore ci conduce saputamente attraverso la storia monetaria di questa emissione, considerando anche i dettagli più tecnici del contenuto argenteo dei denari, nonchè la loro diffusione in aree anche lontane da Verona, come la Toscana e il Lazio o la costa adriatica fino a Rimini, una diffusione che fu limitata soltanto dalla contropartita delle zecche di Venezia. I motivi dell’introduzione del nuovo denaro crociato devono cercarsi essenzialmente nella volontà di prestigio e di affermazione dell’autonomia comunale, concretizzate dalla maggiore leggibilità del nome “Verona” rispetto alle emissioni precedenti e dall’occultamento del tradizionale riferimento all’autorità imperiale con l’uso di una legenda volutamente incomprensibile.

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