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Ercole, Cerbero e le tessere mercantili

Autore Franca Maria Vanni
Pubblicato in Quaderni Ticinesi, XXXV volume (2006)
Ticino Notebooks
Pagine 363-392 (30 pagine)
Numero
N#
L219596
 

Astratto

Lo studio di Franca Maria Vanni è incentrato sul fenomeno paramonetario delle tessere mercantili, la cui funzione principale era quella di riconoscimento in ambito commerciale. L’autrice prende in esame la serie in bronzo coniato che è tradizionalmente definita di “Androclo e il Leone” e presenta un uomo nudo con bastone mentre accarezza un animale seduto davanti a lui, accoppiato al rovescio con simboli attribuibili a diverse città mercantili. Ritracciando la lunga storia delle interpretazioni precedenti, caratterizzata dalle incertezze di identificazione iconografica e dei centri di emissione, l’autrice, sulla base dello studio di 600 esemplari editi e inediti, propone anzitutto una nuova distribuzione in 16 tipi fondamentali. Questi evidenziano una stilizzazione progressiva del motivo e quindi un uso prolungato e in aree geografiche diverse. Sulla base di particolari iconografici, riesce infine a confutare l’interpretazione come Androclo, che era basata su un passo di Aulo Gellio la cui opera era poco conosciuta in ambiente mercantile. La nuova proposta collega la serie del presunto Androclo con quella di Ercole davanti al cane Cerbero, con un motivo tratto dunque dalla tradizione antica e che, con i suoi viaggi e conquiste, ben si inseriva in ambito di metafore commerciali. Già a Roma protettore dei mercanti con il suo tempio nel foro Boario, Ercole divenne nel Medioevo il simbolo degli affari e dell’astuzia necessaria ad essi e per questo motivo trovò ampio riscontro sulle tessere mercantili.

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