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Therikleia poteria.Note per una rilettura. Ateneo e alcuni kantharoi da un santuario cipriota

Autore Daniele Malfitana
Pubblicato in Quaderni Ticinesi, XXXIII volume (2004)
Ticino Notebooks
Pagine 217-248 (32 pagine)
Numero
N#
L219629
 

Astratto

Daniele Malfitana ci porta invece attraverso un percorso filologico a riesaminare la questione dei vasi tericlei. Partendo dalla descrizione nell'undicesimo libro dei Deipnosofisti di Ateneo, l'autore raccoglie e analizza tutte le informazioni su questa classe di materiali: si tratta di vasi dalle diverse forme - kantharoi, coppe, crateri, idrie - prodotti ad Atene, in argilla, bronzo o in pregiato legno nero e dorati, legati in origine ad un vasaio di Corinto, certo Tericle vissuto ai tempi di Aristofane, ma prodotti anche in età ellenistica. Dopo lo studio delle fonti l'autore analizza l'evidenza archeologica in un'opera di ricostruzione che, passando per le ceramiche attiche decorate a rilievo e le produzioni a vernice nera di ispirazione metallica e sovradipinte, fa riemergere le caratteristiche fondamentali dei tericlei. Infine arrivano anche dei nuovi dati contestuali: in un santuario cipriota del III sec. dedicato alle Ninfe sono stati trovati alcuni kantharoi definiti nelle iscrizioni di dedica proprio come tericlei, una testimonianza unica che associa questo tipo di vasi, oltre che all'ambito del simposio, anche a quello cultuale.

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